Teatro: Oltre il ponte, come è nato lo spettacolo

Oltre il ponte-locandinaOltre il ponte voci nuove per la resistenza è un progetto e un laboratorio di ricerca teatrale divenuto una performance. La sua anteprima è stata allo Spazio Mil di Sesto San Giovanni, con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sesto San Giovanni e il contributo di Fondazione Cariplo. È un progetto tutt’ora in progress, che riprenderà i lavori il prossimo aprile. Qui ora vi raccontiamo un po’ come si è svolta la prima tappa di questo progetto.

Il nostro gruppo è formato in effetti da due gruppi: immigrati che imparano anche attraverso il teatro la lingua italiana e studenti del polo di mediazione culturale ma non solo.

Lo scopo è un lavoro di spinta alla conoscenza reciproca, al superamento di stereotipi e pregiudizi affrontando un tema che potesse in qualche modo essere condiviso, LA RESISTENZA con tutto ciò che ad essa attiene di azioni e rinunce e sacrifici; e trovare il modo perché ciò avvenga. Non possiamo far leva su una memoria comune, nessuno c’era, chi tra gli italiani ha qualche ricordo per sentito dire o ne ha letto, e allora dobbiamo far incontrare le azioni, i protagonisti di quell’epoca e di quell’epica (possiamo ben chiamarla così) come inviti a sguardi diversi sui problemi, le speranze, le aspettative, le esperienze buone o cattive che si affrontano nella vivere attuale. Lavorando insieme saltano diffidenze, si creano spazi di mutuo aiuto dove è più semplice far passare storie e narrazioni che diventano così conoscenza e sapere condiviso.

Abbiamo cercato di costruire una drammaturgia non legata alle memorie dell’epoca, bensì ai racconti man mano trovati in testi, testimonianze, narrazioni che si sono costruite nel tempo, un racconto non importa se a volte retorico, perché in ogni caso era fonte di spunti e problematiche.

La rappresentazione

Lo spettacolo ci invita ad entrare nel LAB TEATRALE dove si prepara la performance per il 70° della LIBERAZIONE. Ci mostra il gruppo al lavoro, lo vediamo affrontare improvvisazioni a tema, presentare i quadri già montati, le letture dei testi riferimento, l’ascolto di canzoni notissime, nuove o reinterpretate, non dobbiamo essere solo spettatori ma fare conoscenza con chi sta lavorando su una memoria che pur non essendo veramente sua è materia di interesse, scambio e lavoro di scavo e comprensione.

Il gruppo ci fa ascoltare più lingue a segnare la verità di una possibilità di capirsi e riconoscersi simili su parole che esprimono concetti universali, che narrano di esperienze di sofferenze e sacrificio e capacità di resistere e farsi autori di un vivere diverso.

Ricerca come esprimere coesione in decisioni drammatiche come uno sciopero generale in tempi che promettevano solo dolore e morte.

Analizza sino in fondo il significato di parole come partigiano oltre la nostra storia passata per intendere stare dalla parte – fare parte attraverso documentazioni video, testimonianze narrate.

Rende testimonianza a coloro che celebriamo attraverso un semplice gesto che attiene alla pietas.

Ci mostra il lavoro sui testi ma sopratutto il lavoro sull’esprimersi attraverso il linguaggio del corpo che solo è davvero capace di farsi interprete di significati.

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