Gupih: la sfida

Gupih è una Onlus – genitori uniti per l’integrazione degli handicappati -, Gupih è un luogo fisico, è un laboratorio teatrale, è stato un viaggio di costruzione. Vorremmo continuasse ad esserlo.

Iniziata nel 1998, l’esperienza del Laboratorio Teatrale per portatori di handicap facenti capo al GUPIH è oggi in evoluzione. Si tratta di un’esperienza abbastanza rara, se non unica; il progetto è infatti dedicato a portatori di deficit molto gravi, con grosse difficoltà sia motorie che intellettive. Niente a che vedere dunque, per la maggioranza di loro, con handicappati in grado di imparare un testo a memoria o di esibirsi in performance personali.

La sfida contenuta nel lavorare con questi “ragazzi” (tutti abbondantemente adulti), usando i linguaggi teatrali, è quella di costituire un percorso in cui l’utente riesca a riconoscersi come soggetto compartecipante ad un processo comunicativo.

Quindi il ” luogo teatrale ” come luogo in cui mutare e scambiare i ruoli: da utente, da operatore, a compagni di lavoro che si raffrontano e confrontano all’interno di uno spazio che è quello del gruppo che man mano si forma e nella cui coesione è presente la possibilità di giocare con la comunicazione senza che sia possibile il rifiuto. É all’interno di questo spazio, attraverso il gioco corporeo, vocale, emotivo ed espressivo che l’operatore propone e permette un’apertura al mondo, suggerisce come essere capaci di risposta.

E dal rito “protetto” del gruppo (che è set e setting insieme) tentare di passare ai rapporti con il mondo altro, filtrandolo attraverso la sperimentazione del proprio approccio con l’altro da sé.

É al centro di un progetto quindi il LAB TEATRALE, che gestito con l’appoggio anche finanziario (ora tolto) dell’Assessorato ai Servizi sociali si è di fatto trasformato nel tempo in un vero e proprio atelier sperimentale di espressione comunicazione dove i linguaggi del teatro, della danza, della musica sono il ponte dell’ <andare verso> che tanta importanza ha in un progetto di integrazione.

Si pensa normalmente che ad andare verso siano i cosidetti normodotati, in questo LAB è esattamente il contrario: sono stati i ragazzi utenti del Gupih che hanno invitato e ospitato all’interno di un progetto di LAB Integrato classi di scuola media (Campioni Mascherpa e comprensivo Galilei) coinvolgendoli in sperimentazioni con alla base anche proposte di arteterapia e musicoterapia. E dando vita a spettacoli teatrali di notevole fattura.

Oggi il LAB, pur nella difficoltà di trovarsi privo di finanziamenti pubblici, vuole proseguire il suo cammino ufficializzando la struttura dell’ Atelier come spazio di studio e sperimentazione aperto a diverse realtà che vanno dall’operatore socio/culturale/sanitario allo studente universitario, al cittadino desideroso di conoscere una realtà del proprio territorio operando un percorso di crescita e conoscenza di sé attraverso i linguaggi proposti.

Questo anche nell’ottica, mai abbastanza perseguita, di mantenere una continuità di azione che, nelle proposte ai disabili, è di somma importanza per allontanare l’idea di qualcosa che si fa per intrattenere i soggetti qualche ora in più. Questo progetto è potuto crescere anche perché loro, gli utenti, lo hanno man mano compreso e fatto proprio e questo non è poco.

Dall’anno scorso il LAB si è aperto alle tecnologie producendo un corto promozionale sulla propria storia che ha poi presentato all’interno di un convegno sul teatroterapia; è una strada, quella delle tecnologie applicate al teatro, che ci proponiamo di percorrere più approfonditamente nei prossimi anni: stiamo infatti lavorando ad un progetto.che quindi è rivolto agli utenti Gupih del laboratorio teatrale ma anche ad insegnanti, operatori culturali, atelieristi e a tutti coloro che sono interessati a forme di ricerca comunicativa ed espressiva attraverso le nuove tecnologie integrate al teatro e alla danza oltre che ad un discorso di lavoro con abilità altre.

Nella sezione PROGETTI troverete a breve maggiori dettagli e il video integrale.

Per informazionie per chi volesse sostenere questo progetto: opuspersonae@gmail.com

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